Brutta sconfitta casalinga dei Boston Celtics che soccombono a dei Suns trascinati da un furioso Jason Richardson e da giocate importanti da parte dei comprimari.
I primi minuti della partita sembravano dare un'impressione positiva, con Perkins ad attaccare il canestro e tutto il quintetto dando dimostrazione del perchè questa squadra viene definita come la più "unselfish" della lega (memorabile il canestro del 7-3 in cui tutti i titolari toccano la palla in meno di tre secondi).
Purtroppo le buone sensazioni vengono subito smentite dalle triple di Richardson e da alcune giocate sublimi di Grant Hill e quando Steve Nash "sgancia" la bomba in testa a Rajon Rondo l'impressione è che questi Suns sono venuti a Boston a fare le cose sul serio.In generale l'immagine che i ragazzi di Doc Rivers danno in questo primo quarto è quella di "adeguarsi" ai ritmi forsennati imposti da Phoenix. Nonostante un ottimo Garnett (10 punti per lui nella frazione) è Richardson a "castigare" continuamente con 14 punti a referto. Si chiude comunque in "scia", sul 29 a 27 per i Suns.
In apertura di secondo quarto ci si aspetta una reazione ma nessun Celtic riesce veramente a cambiare l'andamento della contesa, anzi, è dall'altra parte che oltre ad alcuni buoni canestri di Stoudemire si assiste all'entrata in scena di "eroi improbabili" come Dudley e Dragic che con giocate "importanti" mettono Phoenix avanti di 8 (36-44).
Alla difesa troppo statica i Celtics sembrano non riuscire a rimediare neppure in attacco, con parecchi errori da "sotto", così quando ancora Stoudemire schiaccia violentemente su Garnett il vantaggio raggiunge gli 11 punti. Sembra si vada alla deriva ma 8 punti consecutivi ci rimettono in partita con Garnett e Perkins sugli scudi; purtroppo Pierce ed Allen non partecipano troppo alla "rincorsa", così, dopo una tripla di Nash e l'errore finale del Capitano biancoverde il primo tempo si chiude sul 57 a 51.
Boston sta tirando comunque ben oltre il 50% ma è il 70% dei Suns dalla lunga distanza a far suonare un campanello d'allarme importante.
Il terzo quarto comincia ancora con un Perkins volitivo, per lui punti in attacco e molta presenza in difesa con un paio di stoppate clamorose su Stoudemire; quest'ultimo, quando viene attaccato da Garnett in post basso, sembra non capirci nulla; purtroppo però Richardson continua a bucare la nostra retina ed alla festa si aggiungono Frye e Nash.
Quando ancora Richardson infila i liberi del + 8 sembra impossibile che i Celtics abbiano messo a segno 14 delle ultime 16 conclusioni tentate dal campo!Un paio di "KG from Rondo" e quattro punti consecutivi di Marquis Daniels ci riportano a meno 3 ma Nash ci ricaccia indietro; una tripla di Pierce ed un pregevole "svitamento" di Sheed fanno ruggire il Garden e se alla fine Rondo mettesse i liberi si potrebbe pareggiare ma li fallisce entrambi e quel gomito dà l'impressione di essere ancora un po' troppo "aperto"...83-85.
L'ultimo periodo inizia nel peggiore dei modi: 8 punti consecutivi di Jason Richardson scavano di nuovo il solco tra le due squadre, mezzo "ricucito" solo da Rasheed Wallace con un paio di giocate meravigliose in post-basso (era quello che tutti volevamo no?); Steve Nash si dimostra "condottiero" esperto ma sempre "frizzante", alcune sue giocate fanno veramente male, ma anche più dannose per i Celtics risultano le triple di Dudley e Frye.
Quando anche Ray Allen si sveglia (anche una schiacciata rabbiosa per lui) ormai è troppo tardi. Garnett e Stoudemire si "rimbalzano" canestri ma è quando la tripla di Sheed fa "in & out" che capiamo che è veramente finita.
Partita sottotono per i Celtics; dopo le prime "avvisaglie" di Minneapolis arriva la prima "L" stagionale; inaspettata quanto vogliamo, ma frutto di una prestazione un po' confusionaria e troppo permissiva in difesa.
Alla fine la differenza non sono solo le 13 triple contro 4 a favore dei Suns ma anche tante giocate decisive dai vari Dudley, Dragic e Amundson alle quali la più "quotata" panchina bostoniana non ha saputo rispondere (oggi negativo House e non troppo utile Shelden Williams).
Rondo pur collezionando buoni numeri stavolta perde lo scontro diretto con Nash e conferma (o aggrava?) tutti i dubbi sull'affidabilità del "jumper" e sulla capacità di "metterla" dalla lunetta.Sottotono Pierce e solo "fiammate" da Ray Allen. Ottima la prova di Garnett soprattutto in attacco e positiva la prestazione di Perkins.
Un gran bell'applauso comunque a questi Phoenix Suns che si sono presentati al Garden con la "fame" tipica di una finale NBA, non di una partita di inizio stagione. PREVIEW
Boston Celtics (6-0) vs. Phoenix Suns (4-1)
Venerdì, 6 Novembre 2009, 7.30 PM ET
TD Garden, Boston, MA
Boston Celtics
Quintetto base
PG: Rajon Rondo PPG 9.2 RPG 4.30 APG 9.7
SG: Ray Allen PPG 15.0 RPG 1.80 APG 2.7
SF: Paul Pierce PPG 19.7 RPG 6.00 APG 3.3
PF: Kevin Garnett PPG 11.3 RPG 7.50 APG 2.2
C: Kendrick Perkins PPG 9.2 RPG 5.50 APG 1.2
Riserve
SG: Ray Allen PPG 15.0 RPG 1.80 APG 2.7
SF: Paul Pierce PPG 19.7 RPG 6.00 APG 3.3
PF: Kevin Garnett PPG 11.3 RPG 7.50 APG 2.2
C: Kendrick Perkins PPG 9.2 RPG 5.50 APG 1.2
Riserve
Rasheed Wallace
Marquis Daniels
Marquis Daniels
Eddie House
Shelden Williams
Lester Hudson
JR Giddens
Brian Scalabrine
Shelden Williams
Lester Hudson
JR Giddens
Brian Scalabrine
Infortunati
Tony Allen (ankle) out
Bill Walker (knee) out
Big Baby Davis (thumb) out
Tony Allen (ankle) out
Bill Walker (knee) out
Big Baby Davis (thumb) out
Phoenix Suns
Quintetto base
PG: Steve Nash PPG 19.6 RPG 3.00 APG 10.8
SG: Jason Richardson PPG 12.3 RPG 3.00 APG 2.0
SF: Grant Hill PPG 14.0 RPG 8.80 APG 1.6
PF: Amar’e Stoudemire PPG 19.2 RPG 8.60 APG 0.8
C: Channing Frye PPG 14.6 RPG 4.60 APG 1.2
SG: Jason Richardson PPG 12.3 RPG 3.00 APG 2.0
SF: Grant Hill PPG 14.0 RPG 8.80 APG 1.6
PF: Amar’e Stoudemire PPG 19.2 RPG 8.60 APG 0.8
C: Channing Frye PPG 14.6 RPG 4.60 APG 1.2
Riserve
Jared Dudley
Goran Dragic
Louis Amundson
Earl Clark
Alando Tucker
Taylor Griffin
Jarron Collins
Jared Dudley
Goran Dragic
Louis Amundson
Earl Clark
Alando Tucker
Taylor Griffin
Jarron Collins
Infortunati
Leandro Barbosa (sore right wrist) out
Dopo un giorno di meritato “digiuno”, ecco che per le affamate bocche dei tifosi bostoniani è subito servito un piatto succulento: al Garden sono di scena i Phoenix Suns di Steve Nash. Tanto per cambiare i padroni di casa saranno in back to back, dato che il giorno dopo dovranno viaggiare nel New Jersey per affrontare gli apparentemente derelitti Nets.
Ovviamente non è questa la sede più opportuna ed “imparziale” per creare polemiche su questo calendario quanto meno “bizzarro” per i Boston Celtics ma, tant’è, i ragazzi di Doc Rivers dovranno cercare di dosare le forze in modo saggio in quest’inizio di stagione particolarmente intenso.
Gli avversari di turno arrivano alla Beantown con un record di tutto rispetto, 4 vittorie e solo 1 sconfitta, maturata peraltro in modo alquanto perentorio due giorni orsono sul campo degli Orlando Magic.
Le chiavi di lettura e gli spunti d’interesse per questa partita sono molteplici: innazitutto la sfida nella sfida tra il neo-milionario Rajon Rondo ed un “dirimpettaio” del calibro di Steve Nash che, nonostante le 35 primavere suonate, ha cominciato la stagione con numeri a dir poco impressionanti.
A dir la verità il Canadese recentemente non ha avuto vita facile contro il “quarter back” bostoniano: l’ultima volta che si affrontarono al Garden, il 19 gennaio di quest’anno, Rondo vinse nettamente il confronto diretto “sfoggiando” una prestazione da 23 punti, 5 rimbalzi e 7 assist in soli 29 minuti, meritandosi appieno il premio di “man of the match”. Non pago di ciò, solo un mese dopo, nella partita di “ritorno” a Phoenix (la prima dopo il “maledetto” infortunio di Garnett a Salt Lake City), l’ex Kentucky si spinse fino ai 32 punti, conditi da 10 assist e 6 “carambole” per sancire una delle sue più belle prestazioni da professionista.
Insomma, un match up interessante ma che sembra non intimidare minimamente il “regista” dei Boston Celtics che dal più quotato avversario sembra comunque aver ereditato quelle funamboliche “scampagnate” lungo la linea di fondo, attraversando tutta l’area alla ricerca di qualche invenzione “importante”.Una caratteristica, questa, che fino a poco tempo fa era quasi unicamente apannaggio di Steve Nash.
Sotto i tabelloni i fari saranno puntati sulla nuova coppia Channing Frye-Amare Stoudemire; il primo, dopo i due anni passati a New York e le ultime due stagioni a Portland, sembra stia trovando in Arizona la giusta dimensione; ad una certa “mal disposizione” al rimbalzo fa da contraltare un’inedita dimestichezza nel tiro dalla lunga distanza, avendo accumulato fino ad ora un impressionante 52% nell 5 partite fin qui disputate.
Stoudemire invece è reduce da una stagione “dimezzata” a causa dell’operazione per distaccamento della retina e sembra voler dimostrare a tutti che quest’anno “ci vede” benissimo: i suoi numeri come di consuetudine sfiorano il 20+10 ma sarà soprattutto la sua esplosiva potenza a mettere a prova un fisico ancora alla ricerca della miglior condizione come quello di Kevin Garnett.
Tutto da gustare anche il match-up allo spot “2” con il nostro Ray Allen chiamato allo “shoot-out” da quel Jason Richardson che dopo aver dovuto saltare le prime due partite della stagione per uno spiacevole episodio di “drink & drive”, sta confermando di possedere doti balistiche indiscutibili anche se è ora chiamato a rinunciare a qualche tiro di troppo per la “causa” (e per uno abituato a prendersene regolarmente una ventina a partita non è affatto facile).
Dulcis in fundo, il veterano ma sempre elegante Grant Hill “cozzerà” con Paul Pierce. Proprio il 37enne da Duke era stato più volte “invocato” durante l’estate come possibile cambio di lusso per il Capitano dei Celtics, prima di decidere di rinnovare definitivamente con la franchigia dell’Arizona.
I numerosi infortuni subiti in carriera non hanno minato l’eterna classe dell’ex stella di Detroit ed Orlando che si presenta ora al Garden con numeri rispettabilissimi, tra i quali sorprendono non poco i quasi nove rimbalzi di media accumulati nelle prime cinque uscite stagionali.
Tra le rispettive “second unit” non ci dovrebbe essere partita per la manifesta superiorità della panchina bostoniana, soprattutto alla luce dell’infortunio al polso della mano destra che sta privando i Suns dei servigi di quel Leandro Barbosa che tanto “male” può fare quando viene impiegato come “sesto uomo” di lusso.Comunque da tenere sott’occhio l’ex di Boston College Jared Dudley e lo sloveno Goran Dragic che in queste prime uscite stagionali stanno cercando di mettersi in mostra con numeri più che rispettabili.
Il “mezzo passo falso” di Minneapolis vuole essere subito dimenticato dagli esigenti tifosi bostoniani, alla ricerca del miglior modo di cominciare il week end...con una convincente vittoria casalinga!
Leandro Barbosa (sore right wrist) out
Dopo un giorno di meritato “digiuno”, ecco che per le affamate bocche dei tifosi bostoniani è subito servito un piatto succulento: al Garden sono di scena i Phoenix Suns di Steve Nash. Tanto per cambiare i padroni di casa saranno in back to back, dato che il giorno dopo dovranno viaggiare nel New Jersey per affrontare gli apparentemente derelitti Nets.
Ovviamente non è questa la sede più opportuna ed “imparziale” per creare polemiche su questo calendario quanto meno “bizzarro” per i Boston Celtics ma, tant’è, i ragazzi di Doc Rivers dovranno cercare di dosare le forze in modo saggio in quest’inizio di stagione particolarmente intenso.
Gli avversari di turno arrivano alla Beantown con un record di tutto rispetto, 4 vittorie e solo 1 sconfitta, maturata peraltro in modo alquanto perentorio due giorni orsono sul campo degli Orlando Magic.
Le chiavi di lettura e gli spunti d’interesse per questa partita sono molteplici: innazitutto la sfida nella sfida tra il neo-milionario Rajon Rondo ed un “dirimpettaio” del calibro di Steve Nash che, nonostante le 35 primavere suonate, ha cominciato la stagione con numeri a dir poco impressionanti.
A dir la verità il Canadese recentemente non ha avuto vita facile contro il “quarter back” bostoniano: l’ultima volta che si affrontarono al Garden, il 19 gennaio di quest’anno, Rondo vinse nettamente il confronto diretto “sfoggiando” una prestazione da 23 punti, 5 rimbalzi e 7 assist in soli 29 minuti, meritandosi appieno il premio di “man of the match”. Non pago di ciò, solo un mese dopo, nella partita di “ritorno” a Phoenix (la prima dopo il “maledetto” infortunio di Garnett a Salt Lake City), l’ex Kentucky si spinse fino ai 32 punti, conditi da 10 assist e 6 “carambole” per sancire una delle sue più belle prestazioni da professionista.
Insomma, un match up interessante ma che sembra non intimidare minimamente il “regista” dei Boston Celtics che dal più quotato avversario sembra comunque aver ereditato quelle funamboliche “scampagnate” lungo la linea di fondo, attraversando tutta l’area alla ricerca di qualche invenzione “importante”.Una caratteristica, questa, che fino a poco tempo fa era quasi unicamente apannaggio di Steve Nash.
Sotto i tabelloni i fari saranno puntati sulla nuova coppia Channing Frye-Amare Stoudemire; il primo, dopo i due anni passati a New York e le ultime due stagioni a Portland, sembra stia trovando in Arizona la giusta dimensione; ad una certa “mal disposizione” al rimbalzo fa da contraltare un’inedita dimestichezza nel tiro dalla lunga distanza, avendo accumulato fino ad ora un impressionante 52% nell 5 partite fin qui disputate.
Stoudemire invece è reduce da una stagione “dimezzata” a causa dell’operazione per distaccamento della retina e sembra voler dimostrare a tutti che quest’anno “ci vede” benissimo: i suoi numeri come di consuetudine sfiorano il 20+10 ma sarà soprattutto la sua esplosiva potenza a mettere a prova un fisico ancora alla ricerca della miglior condizione come quello di Kevin Garnett.
Tutto da gustare anche il match-up allo spot “2” con il nostro Ray Allen chiamato allo “shoot-out” da quel Jason Richardson che dopo aver dovuto saltare le prime due partite della stagione per uno spiacevole episodio di “drink & drive”, sta confermando di possedere doti balistiche indiscutibili anche se è ora chiamato a rinunciare a qualche tiro di troppo per la “causa” (e per uno abituato a prendersene regolarmente una ventina a partita non è affatto facile).
Dulcis in fundo, il veterano ma sempre elegante Grant Hill “cozzerà” con Paul Pierce. Proprio il 37enne da Duke era stato più volte “invocato” durante l’estate come possibile cambio di lusso per il Capitano dei Celtics, prima di decidere di rinnovare definitivamente con la franchigia dell’Arizona.
I numerosi infortuni subiti in carriera non hanno minato l’eterna classe dell’ex stella di Detroit ed Orlando che si presenta ora al Garden con numeri rispettabilissimi, tra i quali sorprendono non poco i quasi nove rimbalzi di media accumulati nelle prime cinque uscite stagionali.
Tra le rispettive “second unit” non ci dovrebbe essere partita per la manifesta superiorità della panchina bostoniana, soprattutto alla luce dell’infortunio al polso della mano destra che sta privando i Suns dei servigi di quel Leandro Barbosa che tanto “male” può fare quando viene impiegato come “sesto uomo” di lusso.Comunque da tenere sott’occhio l’ex di Boston College Jared Dudley e lo sloveno Goran Dragic che in queste prime uscite stagionali stanno cercando di mettersi in mostra con numeri più che rispettabili.
Il “mezzo passo falso” di Minneapolis vuole essere subito dimenticato dagli esigenti tifosi bostoniani, alla ricerca del miglior modo di cominciare il week end...con una convincente vittoria casalinga!
