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Game #01 Cleveland Vs Boston 89 - 95

Pubblicato da Fabio Anderle lunedì 26 ottobre 2009

Inizio con il botto per i Celtics che vanno a sbancare Cleveland per 95 a 89 dopo una gara "vera": I Cavs scappano nel primo quarto, ma poi una orgogliosa panchina biancoverde rimette i Celtics in partita. Nel finale Cleveland prova a ricucire lo strappo, ma due tiri del capitano nell'ultimo minuto chiudono la gara. Ottima prova di Daniels Wallace e anche Shelden Williams dalla panchina. Garnett e Pierce in doppia doppia.



RECAP (a cura di Fabio Anderle)





Per l’esordio l’NBA e la Stupidità non potevano mettere i Celtics in maggior difficoltà. La lega con la trasferta nell’inferno di Cleveland, dove i Celtics hanno perso otto partite in fila e tutte e sette le trasferte dei Big Three, e la Stupidità con Big Baby Davis a fracassarsi il pollice destro nel corso di una rissa con un amico. I colori della Quicken Loans Arena sono da bolgia infernale, con quel rosso cupo e quelle ombre che intristiscono la telecamera, e l’inizio di partita è un vero e proprio incubo.

LeBron James è Satana in persona e maltratta il quintetto biancoverde con canestri, stoppate e quant’altro. In cinque minuti i Cavs schizzano avanti per 19 a 5, e le schiere di tifosi del Trifoglio non nascondono la loro delusione.Uomini di poca fede: due canestri di Rondo ed una tripla di Pierce stabilizzano la situazione finchè Rivers non rimescola le carte, dando spazio al secondo quintetto. Impatto immediato di Wallace che si presenta con la tripla, e di Daniels che infila un runner con appoggio al tabellone.

Il primo quarto termina sul 28 a 21 per i padroni di casa, ma la reazione si è vista.Il secondo quarto è ancora più chiaro: le riserve Celtics surclassano quelle di Cleveland e quando Sheed infila la seconda bomba il punteggio è in parità. Shelden Williams contribuisce in maniera solida e silenzioa, ed il primo vantaggio Celtics arriva su un tiro da tre di Pierce. In chiusura di secondo periodo il quintetto base finalmente produce un parziale di 7 a 0 che manda Boston al riposo sul 51 a 45: negli ultimi diciannove minuti della prima frazione la truppa di Rivers ha prodotto un incoraggiante 46 a 26.Al rientro in campo sono ancora i primi cinque a produrre lo sforzo che si rivelerà determinante: difesa soffocante e Cleveland segna solo un canestro nei primi quattro minuti.

I padroni di casa sono frustrati, è evidente, mentre Ray Allen segna il tiro libero che dilata il margine a 15 punti, 62 a 47. Da allora in poi ogni tentativo dei Cavs di rientrare in gara è frustrato, con il classico spavento di fine gara, quando per due volte dei tiri liberi di James riducono il margine a quattro lunghezze. Ma due tiri in sospensione di Paul Pierce (chi altro?) rimettono le cose a posto, ed i Celtics possono mettere la firma d’autore su uno statement game all’esordio, dedicandolo a tutti i critici che li hanno dati per morti in sede di preview.La palma del migliore in campo va a Lebron James, 38 punti, 8 assist e 4 stoppate sono cifre sontuose. Ma per la chirurgicità dei suoi interventi, Paul Pierce è decisamente il giocatore di maggior impatto sulla gara, ed 11 rimbalzi (assieme ai 23 punti) sono un dato eloquente.

Dopo il capitano, gli onori della prima pagina vanno a Marquis Daniels e Rasheed Wallace, capaci di riprendere in mano la partita nel momento in cui la lava della bolgia-Quicken Loans Arena se la stava divorando. I numeri sono chiari, 12 punti per Sheed e 7 per Daniels, ma sono anche lontani dal definire con precisione l’importanza dei due sull’economia della partita. Ecco allora che ci affidiamo a Doc Rivers: La seconda unità ha salvato la gara. Discreto ritorno in campo per Kevin Garnett che, se non appare ancora in gran spolvero in difesa, fornisce comunque un pregevole apporto sia nella casella punti (13, con 5 su 10 al tiro) che in quella rimbalzi (10, di cui tre offensivi).

Note di merito anche per Shelden Williams (4 punti e 3 rimbalzi in 12), e per un discreto Rajon Rondo (8 punti, 10 assist, 6 rimbalzi e 3 recuperi), mentre i tiratori Ray Allen (5 su 16, anche se 2 su 4 da tre punti) ed Eddie House (1 su 3) risultano meno pirotecnici del solito e di quanto ci si aspettasse. Kendrick Perkins è poco incisivo a rimbalzo, anche se nel secondo tempo i suoi otto punti pesano in maniera tangibile sull’economia della partita.

La vera buona notizia di questa partita è pero la ritrovata difesa-killer, il marchio distintivo dei Celtics nelle passate stagioni. Il modo in cui i Cavs sono stati costretti ad uscire dalla loro “confort zone” e giocare fuori dagli schemi li ha portati a diverse conclusioni allo scadere dei 24”, generando gli “stop” sui quali Boston ha costruito la vittoria.Mentre nello spogliatoio si festeggia in maniera sobria, rimbalza la notizia della sospensione per due partite di Glen Davis e della sua operazione al pollice fratturato. Delusione mista a preoccupazione, ma anche la consapevolezza che al rientro “Big Stupid” dovrà impegnarsi il doppio per farsi perdonare.

Esordio vincente, dunque, e “statement game” a tutti coloro che davano i Celtics per vecchi e spacciati. La stagione è appena iniziata, eppure è già chiaro che Paul Pierce, Kevin Garnett, Ray Allen - 52 punti e 23 rimbalzi in tre - non sono ancora pronti ad abdicare di fronte ad un pur grande Lebron James. Specie se al loro fianco ora hanno una panchina – finalmente - di prima qualità.

Ma dopo il doveroso spazio al recap, sviluppiamo il discorso “mali di gioventù” dei Celtics...Per Rajon Rondo e Glen Davis la regular season 2009-2010 non parte nel migliore dei modi.
Il primo è incupito dalle beghe relative al rinnovo contrattuale, mentre il “Bambinone” non ha trovato di meglio da fare che litigare con l’amico Shawn Bridgewater mentre questo guidava il SUV del numero 11. La discussione è degenerata (gli amanti del gossip puntano l’indice sulle presunte “avances” profferte da Bridgewater a Jenna Gomez, la futura signora Davis), i due bambinoni sono arrivati alle mani e Glen è riuscito nell’impresa di fratturarsi un pollice, rendendosi indisponibile a tempo indefinito.

I Celtics hanno provveduto a sospenderlo per le prime due gare e si riservano ulteriori “inasprimenti di pena. Normalmente la prognosi per una frattura al pollice è di circa un mese/un mese e mezzo.Kendrick Perkins si è erto in difesa del compagno: “Sono sicuro che Baby si senta già abbastanza depresso senza che la proprietà lo sospenda e gli tolga i suoi soldi”. “Suoi”, Kendrick? Se un giocatore si rende indisponibile alla pratica per la quale è pagato, ha senso dire che i soldi sono “suoi”? “Perk sottolinea che la pena non avrebbe dovuto essere così severa, ma dopo tutti i discorsi estivi sul sovrappeso, sul rinnovo di contratto, sulla maturità, un fatto come questo getta discredito non solo sul giocatore ma sull’intera organizzazione ed il Front Office è deciso a dare una lezione al giocatore.

Non va dimenticato che l’incapacità di Davis di gestire i suoi problemi personali lo terrà fuori per almeno venti partite, se non di più, e c’è da augurarsi che quanto accaduto serva al “bambinone” per diventare finalmente grande, perché 3 milioni e passa per un giocatore stupido sono decisamente troppi. Figuriamoci i 5.8 che Glen si aspettava dal mercato estivo scorso.

Intanto Patrick Duffy, l’agente di Rondo, ha fatto sapere che sull’accordo per un nuovo contratto le parti sono distanti. Mentre infatti Ainge non sembra disposto a “mollare” più di un quinquennale da 45 milioni (9 di media a stagione), Duffy pretende un salario vicino a quello delle cinque “point guard” più pagate nell’NBA: Chris Paul (13.6 milioni), Deron Williams (13.5 milioni), Steve Nash (13.1 milioni), Chauncey Billups (12.1 milioni) e Baron Davis ($12.1 milioni).

Dal punto di vista prettamente tecnico Rondo probabilmente non è distante da quei numeri, e forse Duffy ed Ainge stanno facendo il loro gioco per poi trovare un’intesa a metà strada. Duffy ha dichiarato: “Non abbiamo trovato l’accordo per un’estensione di contratto, nonostante i colloqui siano durati per un paio di settimane”.

Una notizia rimbalzata in settimana ma già conosciuta dagli addetti ai lavori era stata quella del ruolo di primo piano di Rajon nel corso di un “team meeting” avvenuto sull’aereo che il 14 aprile scorso riportava i Celtics a casa dalla trasferta di Cleveland. Rajon aveva chiamato a raccolta i compagni nella coda dell’aereo dopo la più umiliante sconfitta stagionale, ma la riunione aveva presto assunto i contorni di una discussione tra i più giovani ed i Big Three.I veterani si erano resi conto che Rondo – prima della riunione - aveva spinto i compagni più giovani (tra i quali anche Davis) a criticare, ma poi se n’era rimasto zitto al suo posto: ecco quindi che si era creata una frattura tra Rajon ed i “Big Three”, problema che non era passato inosservato né ad Ainge né a Rivers. Se a tutto ciò si aggiungono un paio di ritardi all’allenamento ed un paio di "contestazioni" al coach, il quadro non è proprio rassicurante.

Ecco quindi spiegate le dichiarazioni apparentemente sibilline di Ainge su Rondo (“deve crescere e maturare, se vuole assumere il ruolo di leader”) rilasciate all’emittente radiofonica WEEI a fine giugno. Quattro mesi fa erano sembrate una manovra per abbassare le richieste del giocatore in sede contrattuale, ma alla luce di quanto sopra è evidente che il Front Office sta lavorando per evitare che Rajon si trasformi in un “Antoine Walker 2.0”.Se l’accordo non dovesse arrivare, nel prossimo mese di luglio Rondo diventerà un “restricted free agent”: i Celtics manterranno la possibilità di pareggiare ogni offerta di altre squadre e trattenere a Boston il giocatore. Ma è indubbio che si sia creata una piccola crepa nei rapporti tra Franchigia ed atleta, e che ci vorranno tempo ed un nuovo contratto per sanarla.

Anche se il rendimento non sempre continuo del giocatore e la sua bassa percentuale dalla lunetta e dai tre punti sono dati chiari, è comunque innegabile che in termini di potenziale Rajon Rondo meriti un contratto con molti zeri. E’ da vedere se gli zeri saranno cinque, come vorrebbe Ainge, o sei come vuole Rajon.
Errori, di gioventù, per carità, facilmente scusabili. Ma allo stesso tempo l’immaturità dimostrata dai nostri due giovani in diverse occasioni non va sottovalutata. “Big Baby” al “tweeter” con cui si lagnava del mancato rinnovo contrattuale, nei problemi di peso o nella baruffa con l’amico, Rajon nei ritardi agli allenamenti o nelle riunioni di squadra in cui fomenta il confronto invece di lavorare per trovare l’accordo: sono piccole note stonate che vorremmo evitare di sentire. McHale, Bird ed Havlicek erano di altra pasta, o erano soltanto più furbi?





PREVIEW





Ci siamo, dopo tante parole, tanti pronostici e tante ipotesi, inizia la stagione 2009-10 con i Celtics attesi ad un ruolo di protagonisti. Si parte con il botto, con i Celtics che recano visita alla squadra che forse rappresenta l’ostacolo più grande verso un ritorno in finale, i Cleveland Cavaliers della coppia LeBron James / Shaquille O’Neal. E a scaldare gli animi dei tifosi biancoverdì ci sarà di nuovo un signore con la maglia numero 5 che con il suo pungo battuto sul petto, darà il via alle ostilità. Si parte ……



Boston Celtics (0-0) at Cleveland Cavaliers (0-0)
Martedì, 27 Ottobre 09
7:30 PM ET
Quicken Loans Arena


Boston Celtics

Probabile quintetto Base :

Rajon Rondo, Ray Allen, Paul Pierce, Kevin Garnett, Kendrick Perkins

Riserve :

Rasheed Wallace
Marquis Daniels
Big Baby Davis
Eddie House
Shelden Williams
Lester Hudson
JR Giddens

Infortunati

Glen Davis (hand) questionable
Tony Allen (ankle) questionable
Bill Walker (knee) out
Brian Scalabrine (ankle) questionable
Ray Allen (eye) will play

Cleveland Cavaliers

Probabile quintetto Base :

Mo Williams, Anthony Parker, LeBron James, Anderson Varejao, Shaquille O’Neal

Riserve :

Daniel Gibson
Daniel Green
JJ Hickson
Zydrunas Ilgauskas
Darnell Jackson
Coby Karl
Jamario Moon
Jawad Williams

Infortunati :

Delonte West (personal) day to day
Leon Powe (knee) out


Marcature chiave :

Paul Pierce Vs LeBron James


Ormai un classico della letteratura NBA, che ha raggiunto picchi epici nella serie di semifinale di conference nei playoff nel 2008. Il rapporto tra Pierce e LeBron era partito decisamente male in una gara di preseason del 2003, ma da allora in poi i due ragazzi si sono riavvicinati molto. Sul campo non si faranno sconti a vicenda anche se probabilmente si troveranno di fronte a marcature delegate anche ad altri (Anthony Parker e Jamario Moon da una parte, Marquis Daniels dall’altra). Possibilità remota ma non da escludere che i Celtics spendano anche qualche minuto garnett sulla marcatura del prescelto, soprattutto se come sembra coach Brown lo impiegherà per qualche minuto in ala grande.

Attenzione però al duello tra Shaq e Perkins che potrebbe fare scintille, Shaq è galvanizzato dal poter fare quest’ultimo giro (a fine anno dovrebbe ritirarsi, ma il condizionale con Shaq è d’obbligo) in una squadra che gli potrebbe permettere di chiudere la carriera da campione NBA, ma il solidissimo Perkins visto in preseason non cederà di un cm sotto quel canestro e viste moli e cattiveria di entrambi ne potrebbe uscire qualche minuto pieno di scintille.

Commento :

Si profila una gara dove saranno le difese a farla da padrone, Coach Brown ha lavorato molto per far si che gli esterni tengano molto sul primo passo gli avversari in modo da risparmiare i lunghi soprattutto come gestione dei falli. In preseason ha proposto cose nuove, con aiuti “alla Thibodeau” mirati a negare le penetrazioni agli avversari e questi esperimenti è chiaro che sono settati sulla coppia Ray Allen / Paul Pierce. Anche dall’altra parte si potrebbe vedere varianti mirate a mettere in difficoltà la staticità e la poca efficacia lontano dal canestro dei lunghi in maglia Cavs (Ilkausgas, Shaq e Varejao), ed è lecito aspettarsi qualche minuto con Garnett e Rasheed Wallace contemporaneamente in campo.


A proposito di Rasheed Wallace in casa Celtics l’uomo del giorno è ovviamente lui. In un articolo di oggi sul Boston Herald (link) leggiamo le parole che tutti noi ci aspettavamo :

“At this point in my career, yeah,” he said. “I want to win, and this is a great place for that. We’ve got a lot of young, hungry guys and great veterans, and this group has already won a championship. They know what it takes, and they want to go back.”

E’ chiaro a tutti che un inserimento positivo di Rasheed in un contesto come quello dei Celtics, può rendere questa squadra come un mezzo incubo per tutta la concorrenza e se dal punto di vista mediatico la coppia LeBron / Shaq non ha rivali, in campo la solidità associata alla versatilità del roster biancoverde potrebbe avere un impatto più marcato.

Cosa attendersi da una gara così pesante alla prima di campionato ? Ovvio che le condizioni di forma non sono quelle che vedremo a maggio, così come la chimica delle due squadre con le diverse aggiunte da una parte e dall’altra, non saranno perfette. Ma c’è da scommettere che il clima e l’intensità saranno da subito quelli di una gara pesa, e chi ne uscirà vincente saprà benissimo che una eventuale vittoria non sancirà nulla di definitivo, ma che sarà comunque una bella iniezione di fiducia.

Per i Celtics praticamente certa la presenza di Ray Allen dopo lo scontro in allenamento con Kendrick Perkins che gli è costato cinque punti di sutura sotto l’occhio. In forse (notizia dell'ultima ora) Glen Davis che ha saltato l'allenamento mattutino a causa di un problema alla mano che pare si sia procurto in circostanze extra basket, ancora tutte da chiarire. Sicuramente a riposo i due infortunati Tony Allen e Bill Walker, con Brian Scalabrine (per lui problema alla caviglia) e JR Giddens a giocarsi il dodicesimo posto in panchina. Per i Cavs sicuramente assente il grande ex di turno Leon Powe, mentre è in forse Delonte West alla prese con problemi personali e a cui va il nostro più sincero in bocca al lupo, affinchè possa superare questo momento difficile per lui.

Note : I "traguardi" individuali

Inizia una nuova stagione regolare, ed i nostri "eroi" si apprestano a dare le solite vigorose scrollate all'albero delle statistiche. Vediamo allora a che punto sono i vari Celtics in quest'operazione di "bacchiatura" di punti, assist, rimbalzi e quant'altro.

Il primo rimbalzo difensivo che Kendrick Perkins conquisterà a Cleveland sarà il numero 1,400 della sua ancor giovane carriera: una cifra che, sommata ai 660 rimbalzi offensivi fin qui catturati, gli garantisce il venticinquesimo posto nella classifica dei Celtics di ogni tempo. Se mantenesse la media fatta registrare nel campionato scorso nelle prossime 82 gare dovrebbe fare in tempo a recuperare quattro posizioni, superando le guardie Bill Sharman, K.C. Jones e Don Chaney ed il centro Jack Nichols.

Chi però in questo "gioco" la fa da padrone è ovviamente Paul Pierce: a 17.5 punti di media raggiungerebbe proprio verso la fine del campionato i 20,000 in carriera, tutti da Celtic. Si avvicinerebbe ai 21,791 di Larry Bird ed al secondo posto nella graduatoria Celtics ogni tempo, con John Havlicek ed i suoi 26,395 ancora molto (troppo) lontani. A "The Truth" servono 302 assist per sorpassare Dennis Johnson al sesto posto della classifica, e per farlo dovrà mantenere una media simile a quella della passata stagione, 3.7 assist ad allacciata di scarpe. Intorno alla sessantesima gara del prossimo campionato Paul supererà anche il numero delle partite disputate da Sam Jones (871) e Don Nelson (872), ma viste le sue 813 fatiche, per raggiungere Larry Bird (897) e soffiargli il settimo posto assoluto dovrà rimandare al torneo 2010-2011. Anche nel totale dei minuti giocati il baffo da French Lick è salvo fino alla stagione 2010-2011: i suoi 34.443 minuti complessivi (quarto posto in graduatoria Celtics) sono fuori portata, per ora, per un Pierce "fermo" a 30,529. Al primo posto ovviamente sempre "Hondo" Havlicek con un fantascientifico 46,471, seguito dai 40,726 (in "sole" 963 gare) dell'inossidabile Bill Russell.

Dopo il doveroso omaggio a Paul Pierce ed alla sua ovviamente lunghissima militanza in bianco verde (inizia la tredicesima stagione), passiamo ad un altro dei "Big Three": anche Ray Allen, poverino, è vicino alla fatidica soglia dei 20,000 punti in carriera in regular season. Anzi, gliene mancano solo 339: solo che, sventurato, con la maglia dei Celtics ne ha ammucchiati "solo" 2,707, ed ovviamente "noblesse oblige". Ad una media di 17.5 gli ci vorranno una ventina di gare, e quindi dovrebbe festeggiare - facendo i debiti scongiuri - nella trasferta di quattro partite che Boston intraprenderà tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre. A meno di suoi "exploit" clamorosi nelle prime venti partite, ovviamente.nel qual caso potremmo festeggiarlo al TD Garden.

Con i prossimi due tiri liberi Rajon Rondo arriverà a 400 e c'è da augurarsi che non abbia bisogno di quattro tentativi per farlo, vista la sua percentuale del 63,5%. in carriera. E' il nostro Rajon dolce-amaro: se nei liberi ci fa penare, va anche detto che in sole tre stagioni ha già messo nel salvadanaio 1,349 assist, un numero sufficiente a piazzarlo già al ventitreesimo posto nella classifica ogni tempo Celtics. E con la prospettiva, se mantenesse le oltre otto "monetine" a gara, di scavalcare quota 2,000 nelle ultime partite di "regular". Anche nei recuperi Rajon sta salendo rapidamente tra posti che contano nella storia del Trifoglio: è già al sedicesimo posto ogni tempo con un'ottima media di 1,72 "steals" ad incontro.



Ma torniamo "chez Perkins": il nostro "centrone" è al quinto posto nella classifica dei stoppatori in biancoverde, anche se va detto che questa classifica soffre del fatto che i "blocked shots" vennero computati per la prima volta nel campionato 1973-74, con buona pace di Bill Russell che probabilmente sarebbe il leader "ogni tempo" dell'NBA. Anche così, se si considera che davanti a "Perk" come media ci sono solo Parish e McHale (gli altri due, Bird e Pierce, sono favoriti dall'alto numero di partite giocate) chi ritiene il texano il miglior centro dei Celtics negli ultimi 15 anni ha un'altra freccia nella sua faretra.

Ultime annotazioni per i nuovi arrivi: Marquis Daniels ha bisogno di 9 palle perse per "sfondare" quota 500, di 42 tiri tentati per arrivare a 3,000 e di 10 stoppate per andare a tre cifre in carriera nella speciale graduatoria.

Ma chi potrebbe fare di tutto e di più all'esordio è Rasheed: il terzo fallo stagionale di "Sheed" sarà il suo tremillesimo, il suo quarto rimbalzo lo porterà a 7,000, il primo canestro stagionale sarà il numero 6,000 in regular season, e con tre palle recuperate raggiungerà quota 1,000. Tutte "pietre miliari" che potrebbe raggiungere nella prima partita di campionato a Cleveland!

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